Tienimi da conto Monti
Quattro decreti ministeriali presentati e un altro dei gravi problemi irrisolti di questo paese è aggredito, seppure ovviamente non del tutto risolto. Ieri il premier Mario Monti ha infatti illustrato alcune misure per ridurre i debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. “Possiamo realizzare un progressivo rientro del debito commerciale accumulato dalla Pa smaltendo uno stock di 20/30 miliardi già per quest’anno”, ha spiegato Monti.
6 AGO 20

Quattro decreti ministeriali presentati e un altro dei gravi problemi irrisolti di questo paese è aggredito, seppure ovviamente non del tutto risolto. Ieri il premier Mario Monti ha infatti illustrato alcune misure per ridurre i debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. “Possiamo realizzare un progressivo rientro del debito commerciale accumulato dalla Pa smaltendo uno stock di 20/30 miliardi già per quest’anno”, ha spiegato Monti. Si tratta in sintesi di due decreti per certificare appunto i crediti scaduti nei confronti di amministrazione centrale ed enti locali, così che poi i fornitori possano compensare quanto è loro dovuto con debiti contratti per tributi vari oppure ottenere un’anticipazione bancaria a fronte dello stesso debito certificato. C’è poi un decreto che riguarda le compensazioni dovute a seguito di iscrizione a ruolo e infine un quarto decreto che riguarda il Fondo centrale di garanzia che prevede agevolazioni per le imprese creditrici della Pa. Per dirla con Monti, si fornirà così “un carburante capace di riaccendere il motore della produttività”. Cosa ben diversa, ha specificato, dal “tubo” che in passato “pompava soldi” verso una crescita che non si vede da oltre un decennio, alimentando solo “cattedrali nel deserto”.
Dalla riforma delle pensioni a quella solo un po’ più timida ma significativa del mercato del lavoro, finendo con questa misura tanto attesa da imprese asfissiate dal fisco, la considerazione che dovrebbero fare i partiti politici è una sola: vero, la crescita non si fa più in un paese solo, ma anche un governo così solerte sui compiti a casa va tenuto da conto.
Dalla riforma delle pensioni a quella solo un po’ più timida ma significativa del mercato del lavoro, finendo con questa misura tanto attesa da imprese asfissiate dal fisco, la considerazione che dovrebbero fare i partiti politici è una sola: vero, la crescita non si fa più in un paese solo, ma anche un governo così solerte sui compiti a casa va tenuto da conto.